La fede viene imposta

17 gennaio 2008

Ecco una parte del testo del tanto citato discorso che l’allora cardinale Ratzinger tenne a Parma nel 1990:
http://giannid.tumblr.com/post/23931428

Non si capisce (anzi, purtroppo lo si capisce) come si possano lamentare travisamenti o cattive citazioni delle parole del Papa riguardo a Galileo.
Semmai sono le citazioni di Ratzinger stesso a essere capziose: nell’eloquio non le conferma e pare che non le faccia sue, ma in realtà poi le usa per sostenere la propria tesi dell’inferiorità della scienza rispetto alla fede… e non spende una parola contro la violenza inquisitoria che si abbattè su Galileo per imporre la supremazia della “ragionevolezza più grande”, come lui la chiama.

D’altra parte, da un Papa non ci si aspettano idee diverse da queste. Ci si aspetterebbe, invece, una molto meno diffusa approvazione da parte della politica e dell’opinione pubblica in generale.


Segnalazioni di sabato 28 ottobre

28 ottobre 2006

Adamo Bove e Costas Tsalikidis: inquietanti similitudini.

http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/27102006_intercettazioni.asp

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Torchwood: al via la costola del Doctor Who (BBC HD! Evvaaai).

http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/8566/

torchwood12.jpg


La questione italiana

16 aprile 2006

Situazione attuale, abbozzo di panoramica:

- i media stanno dando grottescamente spago alla denuncia di Calderoli sulla questione intorno al singolare e plurale di “cirscoscrizione”, degna di una mente sopraffina come la sua;
- coloro che prediligono le denunce morali contro il comportamento di Berlusconi, invece, continuano ad indignarsi; nonostante che gli argomenti della moralità, delle regole democratiche, del senso dello Stato, continuino a non far minimamente presa su gran parte degli italiani;
- colui che dovrebbe essere il nostro nuovo presidente del consiglio si trova in un completo stallo, e nella più totale e nefasta incertezza su come potrà campare l’eventuale suo governo;
- e, si aggiunga a margine, considerata la simpatia di chi scrive per l’area dei radicali, non si capisce che ruolo possano avere questi ultimi in una coalizione dove così rilevante è il peso della sinistra comunista, da un lato, e dei cattolici, da un altro.

Personalmente, vorrei chiarire un po’ le idee con questo puntuale ed equilibrato articolo di Carlo Lottieri, pubblicato sulla Provincia di Como del 13 aprile e ripreso sul sito dell’Istituto Bruno Leoni.

E ora si riapre la questione settentrionale
Con il Nord all’opposizione può aprirsi una fase nuova

Il quasi pareggio del voto di domenica cela una questione destinata a pesare sempre di più sul futuro dell’Italia.

Dalle urne, infatti, è uscito un Sud in sostanziale equilibrio tra Prodi e Berlusconi, un Centro egemonizzato dalla sinistra (le regioni “rosse”) ed un Nord che invece appare ancorato a progetti, simboli e partiti moderati, avversi ai progetti del centro-sinistra. Quest’ultimo elemento merita una particolare attenzione, dato che il fatto che le maggiori regioni settentrionali siano all’opposizione può porre problemi anche rilevanti al futuro governo.

Il consolidato legame tra il Nord ed il centro-destra è con ogni probabilità il frutto di molti e distinti fattori.

In primo luogo, la società settentrionale vanta una forte tradizione cattolica e per questo mal tollera il laicismo di tanti esponenti dello schieramento progressista. Romano Prodi ed altri politici del centro-sinistra mantengono un rapporto significativo con la Chiesa, ma la maggior parte dei cattolici è assai diffidente di una coalizione che include Emma Bonino e Vladimir Luxuria.

Assai più decisivo, però, è il fatto che al Nord prevale un blocco sociale piccolo-borghese che oggi nutre ben poche illusioni sulle capacità riformatrici in senso liberale di Berlusconi (dopo le delusioni degli ultimi cinque anni), ma che teme ancor di più l’attitudine tradizionale della sinistra a moltiplicare leggi, aumentare tasse, dilatare il numero dei dipendenti pubblici.

Quando Berlusconi ha promesso l’abolizione di imposte e ha spinto sull’acceleratore di una retorica volta a premiare il lavoro ed il risparmio, molti elettori del Nord sono tornati a sentirsi in sintonia con lui: e quasi gli hanno perdonato i cinque anni trascorsi (più segnati da riforme incompiute che da una vera svolta liberale). Anche se forse non crede più in Berlusconi quale leader, è difficile ritenere che la maggior parte del Nord non sia in sintonia con quei principi anti-statalisti che il Cavaliere ha spesso posto al centro della sua propaganda.

Oggi, l’aperta ostilità della parte più produttiva del Paese può essere un problema molto serio per l’Unione. Tanto più che si avvicina un voto referendario sulla “devolution”, destinato a frustrare ancora di più l’elettorato settentrionale. In effetti, le riforme costituzionali della Casa della Libertà potrebbero essere bocciate nonostante il sostegno espresso dal Nord: e contro gli interessi di quest’ultimo. In tale quadro, le stesse spinte centrifughe potrebbero tornare a farsi più forti.

L’Unione è maggioritaria nelle due Camere e quindi si appresta a governare il Paese, dividersi gli incarichi parastatali, ridefinire gli equilibri nella Rai, scegliere i ministri e tutto il resto. Ma vi sono le premesse per una crescente disaffezione del Nord per l’Italia unitaria.

[...]


Indignazione 5

14 ottobre 2004

Mentana continua ad ammorbare con la sua “linea editoriale”, che fa leva sui sentimenti più beceri della gente.
Nel tg serale di ieri e oggi, è toccato al pentito Giovanni Brusca divenire il motivo usato per il solito pilotaggio di un moto di indignazione “popolare”, a puro scopo di marketing; prassi che rappresenta uno dei marchi distintivi del tg5.

Argomento della messa in scena erano, nientemeno, i permessi “premio” offerti a Brusca.
Come se un detenuto debba essere così “nullificato” da pensare di poterlo immobilizzare a vita in una cella di qualche metro quadrato (tanto più che Brusca è uno che ha collaborato secondo dei legali accordi, che ha il diritto di vedere rispettati).
No, perché se dev’essere così allora invochiamo a gran voce la pena di morte, che sarebbe di gran lunga più sensata.

E, inoltre, poteva mancare il ritornello sul “bambino sciolto nell’acido”? Ma certo che no, non sia mai!
Che poi ad essere sciolto nell’acido fu il cadavere (leggasi: ammasso inerte di carne), non il bambino vivo. Mentre a me Mentana i miei poveri attributi me li sta sciogliendo da vivo me li sta; e da un bel po’. Altroché.


Forza Giovanardi!

18 settembre 2004

Leggendo la newsletter della Camera dei Deputati, sono giunto al resoconto del “question time” di mercoledì scorso, e in particolare alla discussione relativa alla seguente “interrogazione”:

“Iniziative del Governo per favorire lo sviluppo della ricerca sulle cellule staminali adulte” (link)
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firmatari: CÈ, GUIDO GIUSEPPE ROSSI, DARIO GALLI, LUCIANO DUSSIN, BALLAMAN, BIANCHI CLERICI, [e a Bianchi "Clerici" mi fermo]

BLA BLA BLA
il risultato scientifico conseguito a Pavia
BLA BLA BLA
in particolare, è più che mai necessario tenere presente che esistono “fonti” di cellule staminali alternative ed eticamente più sostenibili degli embrioni, il cui sfruttamento indiscriminato nella ricerca
BLA BLA BLA
moralmente inaccettabile
BLA BLA BLA
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Fatevi (si fa per dire) due risate leggendo le parole dell’inconfondibile ministro (sic!) Giovanardi:
http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed507/s060.htm
Mi limito a citare il pezzo più “esilarante”.

Giovanardi: “Per quanto riguarda il caso di Luca Coscioni, il giovane talassemico guarito tramite un trapianto di cellule staminali, voglio ricordare quanto scritto dal presidente dei talassemici della Liguria, Loris Brunetta, in rappresentanza dei settemila ammalati, ossia che essi si aspettano dalla ricerca un risultato analogo a quello di Pavia, senza che i talassemici siano costretti — come egli ha scritto — “a finire in un cestino”, con pratiche di selezione eugenetica sugli embrioni, che gli avrebbero impedito persino di nascere.”

Quando ho letto “Luca Coscioni” (a parte tutte le altre solite minchiate), mi sono ribaltato sulla sedia.
Immancabile e imperdibile la (sacrosanta) replica:

“Giovanardi confonde me con il bimbo talassemico come confonde referendari e nazisti”


Margherita Hack, da incorniciare

1 settembre 2004

Nelle ultime ore, avrete appreso che in Olanda hanno legalizzato l’eutanasia anche per coloro al di sotto dei 12 anni.
Margherita Hack, in un’intervista sulla Repubblica di oggi, da’ la sua opinione sull’argomento, in seguito alle polemiche nate nel nostro Paese; e si rivela il solito faro di razionalità in mezzo al vario becerume oscurantista.

“Siamo padroni della nostra vita e quando una persona non vuole più sopravvivere deve essere lasciata libera di morire. E questo vale anche per i bambini che soffrono inutilmente, compresi quelli appena nati [...]“.

“I casi che riguardano i bambini sono rari, è inutile e ingiusto preparargli una vita di dolore. A quei medici che la pensano così dico che da loro mi aspetto una difesa della ricerca sugli embrioni e le staminali che solo da noi è proibita. Si tratta di pregiudizi religiosi che loro vogliono rendere obbligatori ai non credenti. Non accetto questa logica barbara e retrograda”. “[...] si ha il dovere di parlare, di far capire, c’è tanta gente comune che è d’accordo e si domanda perché bisogna soffrire ad ogni costo. [...]“

“A forza di pensare che in Italia i tempi non sono maturi, corriamo il rischio di trasformarci in un Paese dominato dai fondamentalisti. Si impone ai genitori di tenere in vita un figlio diventato un vegetale, si vieta la fecondazione eterologa, appena si parla di eutanasia i cattolici e la destra incolta che abbiamo fanno fuoco e fiamme. Sono molto preoccupata. I diritti dei laici vengono calpestati tutti i giorni”.

“C’è troppa vigliaccheria, troppa paura, non si somministra la morfina ad un malato terminale che soffre per timore che diventi dipendente. Una logica aberrante. Così il dolore diventa un castigo divino che la persona deve accettare, magari serenamente. Questo è il frutto di una classe politica che è succube della Chiesa [...].

Rivendico il diritto ad essere atea e a ribadire che la vita è nostra, non un dono di Dio”.


Conversando al buio

29 settembre 2003

È notte, tra sabato e domenica; sto guardando un film alla televisione, ‘La conversazione’, di F. Ford Coppola: a tarda ora, e soprattutto il sabato, il palinsesto televisivo dà qualche volta segni di intelligenza.

Ad un tratto, verso le tre e venticinque, buio totale e inaspettato.

Brancolo alla ricerca di una lampadina e per un attimo mi chiedo se qualcuno abbia staccato appositamente la luce per poi penetrare in casa e sterminare me e la mia famiglia. Guardo troppi film, evidentemente.

Ripresomi dal panico iniziale, poiché tra l’altro soffro di una certa nictofobia, trovo una pila di quelle tascabili, mi rendo conto che l’oscurità è generalizzata e che, in effetti, mi sembrava strano di aver scampato del tutto i ‘distacchi programmati’ del mese di agosto, senza che nient’altro accadesse.

Come volevasi dimostrare, alla fine è arrivato il super distacco ‘non’ programmato. E si è propagato, indisturbato, su tutta la penisola financo alla Sicilia: ‘effetto domino’!

Molti hanno notato come questo sia accaduto, guarda caso, proprio nelle ore meno decisive della settimana, quando si effettuano anche i cambi per l’ora legale, per dire. E con ciò pretendono di corroborare le loro dietrologie su complotti di lobby interessate al nucleare.

Ora, io dico: complottisti e cospiratori, se esistete, contattatemi! voglio partecipare anch’io. Fatemi fare qualcosa. Posso far fuori qualche ambientalista, tanto per iniziare; e già che ci siamo anche qualche giornalista, ma sì! abbondiamo… abbundandis in abbundandum. Certo che potevate svegliarvi prima, però. E devo dire che come cospiratori e reazionari lasciate molto a desiderare. Dovete applicarvi di più, secondo me.

E la prossima volta, almeno, cercate di farmi vedere in pace il finale del film.