Una nuova unità

3 maggio 2010

La celebrazione in sé ha poco senso. L’anniversario deve essere il momento per approntare le soluzioni, non solo per alzare la bandiera.

La migliore risposta all’anniversario sarà la realizzazione, attraverso il federalismo, dell’unità d’Italia. Questa non è un totem, non è fine a sé stessa.

Sono le parole di Calderoli pronunciate ieri nell’intervista a Lucia Annunziata e riprese da Repubblica.

Ebbene, per una volta, non comprendo le polemiche che sono nate, e non posso dire di non trovarmi in sintonia, quantomeno con il concetto in sé stesso, espresso da Calderoli (e dalla Lega tutta).

Intendiamoci: le celebrazioni per l’anniversario mi auguro che siano grandiose; ma grandiose nel senso che diventino un’occasione rivoluzionaria per discutere tutti insieme dei problemi atavici dell’Italia unita e trovarvi delle soluzioni; che diventino una fucina di idee di rinnovamento politico, la fucina di un nuovo risorgimento che ci doti di ideali che si rifacciano, sì, ad un federalismo sano, ma anche ad una visione di unità di tutta l’Europa e poi di tutti gli uomini.

Abbiamo bisogno di nuovi sogni. Più di ogni altra cosa.

Ora,  so bene che la “rivoluzione”, se ci sarà, con questo governo alla guida, sarà in senso negativo e perverso.
Però ciò non implica che le parole espresse da Calderoli non siano da accogliere, e da sfidare. Non si può combattere il nuovo col vecchio, per quanto il nuovo nel caso specifico possa essere nefasto (e per quanto, in verità, sia per buona parte, tristemente, tutt’altro che “nuovo”). Si deve piuttosto combattere il nuovo con un altro nuovo, alternativo.

Ed è in questo senso che bisognerebbe a tutti i costi cogliere l’occasione offerta dall’anniversario dell’unità: si metta sul tavolo un altro nuovo, che non abbia la faccia irrazionale e meschina di quello delle destre populiste, ma che, perbacco, sia nuovo pure lui e possibilmente lo sia molto di più e davvero.

Segnalo, tra i vari articoli che sono usciti recentemente sull’argomento, questo di Lettera Internazionale: “La dis-Unità d’Italia – Conversazione tra Nerio Nesi, Gianni Oliva, Giorgio Ruffolo, Massimo L. Salvadori”.


parole svolazzanti

9 aprile 2010

Verba volant. Particolarmente svolazzanti ed effimere sono le parole dei telegiornali, si sa.

Quanto tempo e quante risorse cerebrali dello spettatore persi inutilmente…; spettatore che in questo modo viene sottratto alla fruizione di informazioni corrette e basate su fatti, e non invece così spesso vuote e scriteriate, quando non deliberatamente ingannevoli.

Qui voglio riportare un esempio (per divertissement, più che altro) di confronto tra le parole di tre diversi telegiornali (La7, Tg3, Tg1) in relazione alla notizia delle nuove stime economiche pubblicate ieri, 7 aprile, dall’OCSE.

Si badi che non mi interessava e non mi interesserebbe neanche evidenziare l’aspetto della ingannevolezza (a fini politici, s’intende)…; anzi, mi interessa molto di più l’aspetto del parlare per formule, del propinare questo veleno per la mente fatto di parole vuote, di stereotipi, di forzature e falsità scritti non per informare ma per fare entertainment (avete presente, tra l’altro, l’orrore di quei giornaletti gratuiti che si trovano nelle stazioni della metropolitana? bbrrrr). Fatto sta che invece tocca anche rilevare il peccato dell’ingannevolezza…

Ecco le trascrizioni, dai video che ho pescato dai siti delle relative emittenti (non ho messo la punteggiatura).



Tg La7 (7 aprile, edizione delle ore 20.00)
(comunicato letto in studio)
l’italia è in lenta ripresa
la crescita però rallenterà ancora
è una delle ultime stime dell’OCSE che parla di un incremento del PIL nel nostro paese dell’1,2% nel primo trimestre del 2010 e dello 0,5 nel secondo trimestre dell’anno
i dati sono migliori delle previsioni precedenti anche se sul piano internazionale l’OCSE stima un rallentamento nella prima metà dell’anno dei principali paesi industrializzati, mentre gli Stati Uniti continueranno a espandersi a un ritmo maggiore dell’area Euro e del Giappone
per il ministro dello sviluppo Scajola i dati dell’OCSE sono incoraggianti e i nuovi incentivi voluti dal governo hanno l’obiettivo di sostenere la crescita nei prossimi mesi

(titolo in sovrimpressione)
rallenterà la crescita del PIL nel secondo trimestre 2010

Tg3 (7 aprile, edizione delle ore 19.00)
(introduzione in studio)
L’Unione Europea è preoccupata mentre la ripresa pare ancora fragile e Confindustria avverte: “le difficoltà della Grecia sono un campanello di allarme anche per l’Italia”
(servizio)
[...] dietro i problemi di bilancio problemi di crescita, i consumi stagnano gli investimenti diminuiscono rileva l’OCSE [...]
il Prodotto Interno Lordo cresce dell’1,2 nei primi tre mesi e solo dello 0,5 nei tre mesi successivi
insomma l’incertezza regna

Tg1 (7 aprile, edizione delle ore 20.00)
(servizio)
la ripresa della crisi è ormai avviata ma procede ancora lentamente
questa la sintesi delle previsioni economiche elaborate dall’OCSE che esorta i trenta Paesi più industrializzati ad essere molto cauti nel rimuovere le misure di sostegno all’economia messe in campo
pesano, per l’istituto di Parigi, i timori per l’occupazione
ripresa più sostenuta per i Paesi del G7, un po’ meno per l’Eurozona
per l’Italia che si mantiene sopra la media europea con un +1,2% nel primo trimestre è previsto un tasso di crescita costante nei primi due trimestri a differenza dello scorso anno
a trainare saranno il Canada e gli Stati Uniti, più in difficoltà Giappone e Germania
la stima, ha detto il ministro Scajola, conferma che la ripresa è in corso anche se è ancora debole e intermittente ed esposta a rischi di arretramento
i dati, ha proseguito, sono un’ulteriore conferma della correttezza della politica anticrisi del governo Berlusconi mirata a sostenere il sistema produttivo, l’occupazione, e i consumi di beni durevoli ed ecosostenibili senza compromettere la tenuta dei conti pubblici
intanto la Confcommercio comunica un rallentamento dei consumi delle famiglie italiane a febbraio
il clima, dice l’analisi, è ancora quello di cautela
(titolo in sovrimpressione)
OCSE: Italia verso ripresa


Che dire… Per quanto riguarda La7: piuttosto equilibrato; dà voce al ministro, ma ha una scritta in sovrimpressione che è estremamente chiara e veritiera. E non è neanche cattiva la scelta di dedicare alla notizia in questione solo un breve comunicato: le cifre di queste previsioni sul breve termine, che continuamente vengono snocciolate dall’uno o dall’altro ente, sono a volte rivestite di un significato un po’ eccessivo.

Per quanto riguarda il Tg3 c’è invece una scelta totalmente diversa: si abbina la notizia a quella della crisi della Grecia; e quindi si fa una puntatina sull’allarmismo, citando Confindustria; comunque poi si chiude col messaggio dell’incertezza che regna, che tutto sommato sembra essere quello corretto ed equilibrato.

Veniamo invece al Tg1. Innanzitutto si fa portavoce in maniera strabordante del Governo, ma questa purtroppo è la normalità; e d’altro canto poi si citano, in maniera abbastanza corretta, la cautela e i rischi persistenti. Poi però si notano i due dettagli che sotto esplico, ed è lì che si riscontra la polpetta avvelenata, poiché in pratica si omette deliberatamente il fatto che nel secondo trimestre è previsto un nuovo e preoccupante rallentamento (cioè la seconda parte, e direi quella preponderante, della notizia):

1- quella frasetta in sovrimpressione che differisce, appunto, dal senso generale (“OCSE: Italia verso ripresa”);

2- la frase sull’Italia che “si mantiene sopra la media europea con un +1,2% nel primo trimestre”, quando invece il dettaglio non ha alcuna rilevanza ed anzi è fuorviante, poiché, appunto, si omette il ribaltamento del dato che si ha per il trimestre successivo, come si vede nella tabella sottostante:



Per concludere, rifacciamoci ai fatti, alle informazioni reali dalla loro fonte diretta.
Ecco cioè il link al comunicato dell’OCSE (OECD) sul suo sito, dove si trovano anche il video e la presentazione in pdf (da cui è stata tratta la tabella precedente):

http://www.oecd.org/document/59/0,3343,en_2649_34109_44929339_1_1_1_37443,00.html

cito:
“The pickup in activity seen in the G7 countries in the last quarter of 2009 is expected to ease back in the first half of this year, according to the OECD’s latest Interim Economic Assessment. Gross domestic product (GDP) is likely to grow faster in the US than in Japan and the three largest euro area countries – Germany, France and Italy – but will remain generally fragile as inventory destocking by businesses and the ending of some fiscal stimulus measures weighs on activity. Consumer and business demand is likely to suffer from sluggish credit growth and difficult labour market conditions.”

Non si poteva fare una traduzione letterale del comunicato ufficiale e limitarsi a leggere quella?


La fede viene imposta

17 gennaio 2008

Ecco una parte del testo del tanto citato discorso che l’allora cardinale Ratzinger tenne a Parma nel 1990:
http://giannid.tumblr.com/post/23931428

Non si capisce (anzi, purtroppo lo si capisce) come si possano lamentare travisamenti o cattive citazioni delle parole del Papa riguardo a Galileo.
Semmai sono le citazioni di Ratzinger stesso a essere capziose: nell’eloquio non le conferma e pare che non le faccia sue, ma in realtà poi le usa per sostenere la propria tesi dell’inferiorità della scienza rispetto alla fede… e non spende una parola contro la violenza inquisitoria che si abbattè su Galileo per imporre la supremazia della “ragionevolezza più grande”, come lui la chiama.

D’altra parte, da un Papa non ci si aspettano idee diverse da queste. Ci si aspetterebbe, invece, una molto meno diffusa approvazione da parte della politica e dell’opinione pubblica in generale.


Segnalazioni di sabato 28 ottobre

28 ottobre 2006

Adamo Bove e Costas Tsalikidis: inquietanti similitudini.

http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/27102006_intercettazioni.asp

bove_tsalikidis.jpg

Torchwood: al via la costola del Doctor Who (BBC HD! Evvaaai).

http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/8566/

torchwood12.jpg


La questione italiana

16 aprile 2006

Situazione attuale, abbozzo di panoramica:

- i media stanno dando grottescamente spago alla denuncia di Calderoli sulla questione intorno al singolare e plurale di “cirscoscrizione”, degna di una mente sopraffina come la sua;
- coloro che prediligono le denunce morali contro il comportamento di Berlusconi, invece, continuano ad indignarsi; nonostante che gli argomenti della moralità, delle regole democratiche, del senso dello Stato, continuino a non far minimamente presa su gran parte degli italiani;
- colui che dovrebbe essere il nostro nuovo presidente del consiglio si trova in un completo stallo, e nella più totale e nefasta incertezza su come potrà campare l’eventuale suo governo;
- e, si aggiunga a margine, considerata la simpatia di chi scrive per l’area dei radicali, non si capisce che ruolo possano avere questi ultimi in una coalizione dove così rilevante è il peso della sinistra comunista, da un lato, e dei cattolici, da un altro.

Personalmente, vorrei chiarire un po’ le idee con questo puntuale ed equilibrato articolo di Carlo Lottieri, pubblicato sulla Provincia di Como del 13 aprile e ripreso sul sito dell’Istituto Bruno Leoni.

E ora si riapre la questione settentrionale
Con il Nord all’opposizione può aprirsi una fase nuova

Il quasi pareggio del voto di domenica cela una questione destinata a pesare sempre di più sul futuro dell’Italia.

Dalle urne, infatti, è uscito un Sud in sostanziale equilibrio tra Prodi e Berlusconi, un Centro egemonizzato dalla sinistra (le regioni “rosse”) ed un Nord che invece appare ancorato a progetti, simboli e partiti moderati, avversi ai progetti del centro-sinistra. Quest’ultimo elemento merita una particolare attenzione, dato che il fatto che le maggiori regioni settentrionali siano all’opposizione può porre problemi anche rilevanti al futuro governo.

Il consolidato legame tra il Nord ed il centro-destra è con ogni probabilità il frutto di molti e distinti fattori.

In primo luogo, la società settentrionale vanta una forte tradizione cattolica e per questo mal tollera il laicismo di tanti esponenti dello schieramento progressista. Romano Prodi ed altri politici del centro-sinistra mantengono un rapporto significativo con la Chiesa, ma la maggior parte dei cattolici è assai diffidente di una coalizione che include Emma Bonino e Vladimir Luxuria.

Assai più decisivo, però, è il fatto che al Nord prevale un blocco sociale piccolo-borghese che oggi nutre ben poche illusioni sulle capacità riformatrici in senso liberale di Berlusconi (dopo le delusioni degli ultimi cinque anni), ma che teme ancor di più l’attitudine tradizionale della sinistra a moltiplicare leggi, aumentare tasse, dilatare il numero dei dipendenti pubblici.

Quando Berlusconi ha promesso l’abolizione di imposte e ha spinto sull’acceleratore di una retorica volta a premiare il lavoro ed il risparmio, molti elettori del Nord sono tornati a sentirsi in sintonia con lui: e quasi gli hanno perdonato i cinque anni trascorsi (più segnati da riforme incompiute che da una vera svolta liberale). Anche se forse non crede più in Berlusconi quale leader, è difficile ritenere che la maggior parte del Nord non sia in sintonia con quei principi anti-statalisti che il Cavaliere ha spesso posto al centro della sua propaganda.

Oggi, l’aperta ostilità della parte più produttiva del Paese può essere un problema molto serio per l’Unione. Tanto più che si avvicina un voto referendario sulla “devolution”, destinato a frustrare ancora di più l’elettorato settentrionale. In effetti, le riforme costituzionali della Casa della Libertà potrebbero essere bocciate nonostante il sostegno espresso dal Nord: e contro gli interessi di quest’ultimo. In tale quadro, le stesse spinte centrifughe potrebbero tornare a farsi più forti.

L’Unione è maggioritaria nelle due Camere e quindi si appresta a governare il Paese, dividersi gli incarichi parastatali, ridefinire gli equilibri nella Rai, scegliere i ministri e tutto il resto. Ma vi sono le premesse per una crescente disaffezione del Nord per l’Italia unitaria.

[...]


Indignazione 5

14 ottobre 2004

Mentana continua ad ammorbare con la sua “linea editoriale”, che fa leva sui sentimenti più beceri della gente.
Nel tg serale di ieri e oggi, è toccato al pentito Giovanni Brusca divenire il motivo usato per il solito pilotaggio di un moto di indignazione “popolare”, a puro scopo di marketing; prassi che rappresenta uno dei marchi distintivi del tg5.

Argomento della messa in scena erano, nientemeno, i permessi “premio” offerti a Brusca.
Come se un detenuto debba essere così “nullificato” da pensare di poterlo immobilizzare a vita in una cella di qualche metro quadrato (tanto più che Brusca è uno che ha collaborato secondo dei legali accordi, che ha il diritto di vedere rispettati).
No, perché se dev’essere così allora invochiamo a gran voce la pena di morte, che sarebbe di gran lunga più sensata.

E, inoltre, poteva mancare il ritornello sul “bambino sciolto nell’acido”? Ma certo che no, non sia mai!
Che poi ad essere sciolto nell’acido fu il cadavere (leggasi: ammasso inerte di carne), non il bambino vivo. Mentre a me Mentana i miei poveri attributi me li sta sciogliendo da vivo me li sta; e da un bel po’. Altroché.


Forza Giovanardi!

18 settembre 2004

Leggendo la newsletter della Camera dei Deputati, sono giunto al resoconto del “question time” di mercoledì scorso, e in particolare alla discussione relativa alla seguente “interrogazione”:

“Iniziative del Governo per favorire lo sviluppo della ricerca sulle cellule staminali adulte” (link)
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firmatari: CÈ, GUIDO GIUSEPPE ROSSI, DARIO GALLI, LUCIANO DUSSIN, BALLAMAN, BIANCHI CLERICI, [e a Bianchi "Clerici" mi fermo]

BLA BLA BLA
il risultato scientifico conseguito a Pavia
BLA BLA BLA
in particolare, è più che mai necessario tenere presente che esistono “fonti” di cellule staminali alternative ed eticamente più sostenibili degli embrioni, il cui sfruttamento indiscriminato nella ricerca
BLA BLA BLA
moralmente inaccettabile
BLA BLA BLA
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Fatevi (si fa per dire) due risate leggendo le parole dell’inconfondibile ministro (sic!) Giovanardi:
http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed507/s060.htm
Mi limito a citare il pezzo più “esilarante”.

Giovanardi: “Per quanto riguarda il caso di Luca Coscioni, il giovane talassemico guarito tramite un trapianto di cellule staminali, voglio ricordare quanto scritto dal presidente dei talassemici della Liguria, Loris Brunetta, in rappresentanza dei settemila ammalati, ossia che essi si aspettano dalla ricerca un risultato analogo a quello di Pavia, senza che i talassemici siano costretti — come egli ha scritto — “a finire in un cestino”, con pratiche di selezione eugenetica sugli embrioni, che gli avrebbero impedito persino di nascere.”

Quando ho letto “Luca Coscioni” (a parte tutte le altre solite minchiate), mi sono ribaltato sulla sedia.
Immancabile e imperdibile la (sacrosanta) replica:

“Giovanardi confonde me con il bimbo talassemico come confonde referendari e nazisti”


Margherita Hack, da incorniciare

1 settembre 2004

Nelle ultime ore, avrete appreso che in Olanda hanno legalizzato l’eutanasia anche per coloro al di sotto dei 12 anni.
Margherita Hack, in un’intervista sulla Repubblica di oggi, da’ la sua opinione sull’argomento, in seguito alle polemiche nate nel nostro Paese; e si rivela il solito faro di razionalità in mezzo al vario becerume oscurantista.

“Siamo padroni della nostra vita e quando una persona non vuole più sopravvivere deve essere lasciata libera di morire. E questo vale anche per i bambini che soffrono inutilmente, compresi quelli appena nati [...]“.

“I casi che riguardano i bambini sono rari, è inutile e ingiusto preparargli una vita di dolore. A quei medici che la pensano così dico che da loro mi aspetto una difesa della ricerca sugli embrioni e le staminali che solo da noi è proibita. Si tratta di pregiudizi religiosi che loro vogliono rendere obbligatori ai non credenti. Non accetto questa logica barbara e retrograda”. “[...] si ha il dovere di parlare, di far capire, c’è tanta gente comune che è d’accordo e si domanda perché bisogna soffrire ad ogni costo. [...]“

“A forza di pensare che in Italia i tempi non sono maturi, corriamo il rischio di trasformarci in un Paese dominato dai fondamentalisti. Si impone ai genitori di tenere in vita un figlio diventato un vegetale, si vieta la fecondazione eterologa, appena si parla di eutanasia i cattolici e la destra incolta che abbiamo fanno fuoco e fiamme. Sono molto preoccupata. I diritti dei laici vengono calpestati tutti i giorni”.

“C’è troppa vigliaccheria, troppa paura, non si somministra la morfina ad un malato terminale che soffre per timore che diventi dipendente. Una logica aberrante. Così il dolore diventa un castigo divino che la persona deve accettare, magari serenamente. Questo è il frutto di una classe politica che è succube della Chiesa [...].

Rivendico il diritto ad essere atea e a ribadire che la vita è nostra, non un dono di Dio”.


Conversando al buio

29 settembre 2003

È notte, tra sabato e domenica; sto guardando un film alla televisione, ‘La conversazione’, di F. Ford Coppola: a tarda ora, e soprattutto il sabato, il palinsesto televisivo dà qualche volta segni di intelligenza.

Ad un tratto, verso le tre e venticinque, buio totale e inaspettato.

Brancolo alla ricerca di una lampadina e per un attimo mi chiedo se qualcuno abbia staccato appositamente la luce per poi penetrare in casa e sterminare me e la mia famiglia. Guardo troppi film, evidentemente.

Ripresomi dal panico iniziale, poiché tra l’altro soffro di una certa nictofobia, trovo una pila di quelle tascabili, mi rendo conto che l’oscurità è generalizzata e che, in effetti, mi sembrava strano di aver scampato del tutto i ‘distacchi programmati’ del mese di agosto, senza che nient’altro accadesse.

Come volevasi dimostrare, alla fine è arrivato il super distacco ‘non’ programmato. E si è propagato, indisturbato, su tutta la penisola financo alla Sicilia: ‘effetto domino’!

Molti hanno notato come questo sia accaduto, guarda caso, proprio nelle ore meno decisive della settimana, quando si effettuano anche i cambi per l’ora legale, per dire. E con ciò pretendono di corroborare le loro dietrologie su complotti di lobby interessate al nucleare.

Ora, io dico: complottisti e cospiratori, se esistete, contattatemi! voglio partecipare anch’io. Fatemi fare qualcosa. Posso far fuori qualche ambientalista, tanto per iniziare; e già che ci siamo anche qualche giornalista, ma sì! abbondiamo… abbundandis in abbundandum. Certo che potevate svegliarvi prima, però. E devo dire che come cospiratori e reazionari lasciate molto a desiderare. Dovete applicarvi di più, secondo me.

E la prossima volta, almeno, cercate di farmi vedere in pace il finale del film.