GPS data logger: prova su strada

13 luglio 2008

Mi è arrivato qualche giorno fa il Qstarz Q1000P; 80 euro e 10 giorni di attesa, per una spedizione dall’Inghilterra, tramite Ebay. Qui un paio di foto.
L’impulso all’acquisto è venuto dalla volontà di cominciare a registrare le tracce dei miei spostamenti durante viaggi ed escursioni; e, secondariamente, di riuscire a ottenere il geotagging delle foto in automatico.

Ecco il risultato di una prova su strada, ieri, a Milano, in una sessione di trekking urbano, iniziata con una gita al Cimitero Monumentale e conclusa in zona Duomo.

Cartina realizzata grazie a GPSVisualizer.

Segnalo anche altri due ottimi siti per la visualizzazione e condivisione delle proprie tracce:
Everytrail e TripTracker
(quest’ultimo prevede anche la possibilità di pubblicare i propri spostamenti in tempo reale, disponendo di un palmare/smartphone con connessione a internet).

La traccia in questione ha avuto bisogno di essere aggiustata a mano (tramite lo stesso software, Travel Recorder, della Qstarz): il gingillo a un certo punto è impazzito per qualche minuto e ha cominciato a registrare tracce un po’ sballate; ma probabilmente ciò è stato causato dal fatto di non averlo spento una volta entrato in luoghi chiusi oppure dagli edifici troppo alti presenti nel centro.
Rimango ansioso di vedere come si comporta su lunghe escursioni in grandi spazi aperti.
C’è anche da notare in certi punti la tendenza della traccia a zigzagare inverosimilmente, ma questo è da aspettarsi ogniqualvolta che la velocità nello spostarsi diventa troppo bassa (ciò accade particolarmente con i chip MTK, a differenza dei SiRFtar III, anche se pare che con le ultime versioni di firmware il problema sia stato molto attenuato); e conto in ogni caso di riuscire a ridurre il fenomeno in maniera soddisfacente, intervenendo nelle opzioni di logging (cioè aumentando l’intervallo temporale di registrazione dei punti, e impostando di non registrare quando si sta fermi o quasi fermi).

Affinché si possa dare un giudizio definitivo, l’apparecchio andrà testato a lungo, in diverse situazioni e con diverse impostazioni. Comunque, in pochi centimenti quadrati, e con una lunga vita della batteria (sulle 30 ore), fa sicuramente il suo dovere; con tanto di pulsante push-to-log (per marcare, all’occorrenza, un punto qualsiasi del nostro percorso),  e la possibilità, disponendo di un palmare/smartphone, di essere usato come una normale antenna GPS bluetooth.
Si sente la mancanza di un display, ma volendo dare la preferenza a bassi costi, basse dimensioni, e basso consumo di batteria, non lo si poteva pretendere. Nel caso, a chi fosse interessato, sborsando più di tre volte tanto, consiglio l’eTrex Vista HCX della Garmin.