La questione italiana

16 aprile 2006

Situazione attuale, abbozzo di panoramica:

- i media stanno dando grottescamente spago alla denuncia di Calderoli sulla questione intorno al singolare e plurale di “cirscoscrizione”, degna di una mente sopraffina come la sua;
- coloro che prediligono le denunce morali contro il comportamento di Berlusconi, invece, continuano ad indignarsi; nonostante che gli argomenti della moralità, delle regole democratiche, del senso dello Stato, continuino a non far minimamente presa su gran parte degli italiani;
- colui che dovrebbe essere il nostro nuovo presidente del consiglio si trova in un completo stallo, e nella più totale e nefasta incertezza su come potrà campare l’eventuale suo governo;
- e, si aggiunga a margine, considerata la simpatia di chi scrive per l’area dei radicali, non si capisce che ruolo possano avere questi ultimi in una coalizione dove così rilevante è il peso della sinistra comunista, da un lato, e dei cattolici, da un altro.

Personalmente, vorrei chiarire un po’ le idee con questo puntuale ed equilibrato articolo di Carlo Lottieri, pubblicato sulla Provincia di Como del 13 aprile e ripreso sul sito dell’Istituto Bruno Leoni.

E ora si riapre la questione settentrionale
Con il Nord all’opposizione può aprirsi una fase nuova

Il quasi pareggio del voto di domenica cela una questione destinata a pesare sempre di più sul futuro dell’Italia.

Dalle urne, infatti, è uscito un Sud in sostanziale equilibrio tra Prodi e Berlusconi, un Centro egemonizzato dalla sinistra (le regioni “rosse”) ed un Nord che invece appare ancorato a progetti, simboli e partiti moderati, avversi ai progetti del centro-sinistra. Quest’ultimo elemento merita una particolare attenzione, dato che il fatto che le maggiori regioni settentrionali siano all’opposizione può porre problemi anche rilevanti al futuro governo.

Il consolidato legame tra il Nord ed il centro-destra è con ogni probabilità il frutto di molti e distinti fattori.

In primo luogo, la società settentrionale vanta una forte tradizione cattolica e per questo mal tollera il laicismo di tanti esponenti dello schieramento progressista. Romano Prodi ed altri politici del centro-sinistra mantengono un rapporto significativo con la Chiesa, ma la maggior parte dei cattolici è assai diffidente di una coalizione che include Emma Bonino e Vladimir Luxuria.

Assai più decisivo, però, è il fatto che al Nord prevale un blocco sociale piccolo-borghese che oggi nutre ben poche illusioni sulle capacità riformatrici in senso liberale di Berlusconi (dopo le delusioni degli ultimi cinque anni), ma che teme ancor di più l’attitudine tradizionale della sinistra a moltiplicare leggi, aumentare tasse, dilatare il numero dei dipendenti pubblici.

Quando Berlusconi ha promesso l’abolizione di imposte e ha spinto sull’acceleratore di una retorica volta a premiare il lavoro ed il risparmio, molti elettori del Nord sono tornati a sentirsi in sintonia con lui: e quasi gli hanno perdonato i cinque anni trascorsi (più segnati da riforme incompiute che da una vera svolta liberale). Anche se forse non crede più in Berlusconi quale leader, è difficile ritenere che la maggior parte del Nord non sia in sintonia con quei principi anti-statalisti che il Cavaliere ha spesso posto al centro della sua propaganda.

Oggi, l’aperta ostilità della parte più produttiva del Paese può essere un problema molto serio per l’Unione. Tanto più che si avvicina un voto referendario sulla “devolution”, destinato a frustrare ancora di più l’elettorato settentrionale. In effetti, le riforme costituzionali della Casa della Libertà potrebbero essere bocciate nonostante il sostegno espresso dal Nord: e contro gli interessi di quest’ultimo. In tale quadro, le stesse spinte centrifughe potrebbero tornare a farsi più forti.

L’Unione è maggioritaria nelle due Camere e quindi si appresta a governare il Paese, dividersi gli incarichi parastatali, ridefinire gli equilibri nella Rai, scegliere i ministri e tutto il resto. Ma vi sono le premesse per una crescente disaffezione del Nord per l’Italia unitaria.

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Web tool come piacciono a me

15 aprile 2006

Segnalo oggi due siti non cosi’ conosciuti come si meriterebbero, visto le caratteristiche dei servizi ivi offerti, ovvero: semplicita’, usabilita’, efficacia minimalista; caratteristiche che cerco sempre come il santo graal in ogni sito (web 1.0, web 2.0, ajax, non ajax che sia).

Sto parlando in particolare di utilita’ riguardanti gli appunti, i testi, le note:

SHORTTEXT, per fissare in una comoda url ritagli di testo piu’ o meno lunghi;
e
WIKISPACES, per piccoli e funzionali wiki, prodigiosamente non complicati, ne’ nell’interfaccia ne’ nel sistema di permessi.

Visto che ci siamo non riesco a non citare il buon vecchio WEBNOTES, uno dei miei web tool preferiti in assoluto.


Audioconferenza da terminale remoto

9 aprile 2006

Giorni fa, sul lavoro, mi si e’ posta la seguente questione:
e’ possibile far funzionare skype in remoto da un thin client collegato tramite RDP ad un server?

Mi sono trovato totalmente impreparato sullo stato dell’arte delle soluzioni “thin client”, e dunque la curiosita’, insieme all’esigenza lavorativa, mi ha spinto a indagare sull’argomento.

In sostanza, col protocollo RDP (tramite l’RDP Audio Driver) non risulta possibile controllare l’audio in entrata (quello del microfono, per intenderci), ma solo quello in uscita; e quindi ci si trova nell’impossibilita’ di far funzionare un’applicazione di audioconferenza come skype; invece, utilizzando il software della Citrix (Citrix Presentation Server) pare che la gestione della parte audio sia completa, e skype riesca a funzionare correttamente: vedi screenshot.

Certo non faccio una grande scoperta nell’indicare l’architettura Citrix come piu’ avanzata rispetto al Remote Desktop di Microsoft; ma rimango veramente interessato dalla constatazione del livello che l’interazione tra terminali (“thin” o non thin) e server ha raggiunto.